UNA PUNTATA, UN PUNTO DI PARTENZA

Il modo più facile per creare un agente AI

19:43Apple Podcasts

Montemagno affronta un ostacolo comune: gli agenti AI promettono di svolgere attività concrete, ma configurazioni, modelli e collegamenti tecnici possono scoraggiare chi non programma. La puntata, sponsorizzata da Hostinger, presenta una soluzione che considera particolarmente semplice. L'obiettivo è costruire un assistente per LinkedIn capace di aiutare nella ricerca, preparare contenuti e pubblicarli. Il valore proposto è poter partire da una conversazione e da funzioni già predisposte, limitando le decisioni tecniche richieste all'utente. Il relatore chiarisce che l'esempio è adattabile a professionisti con bisogni diversi. L'interfaccia mostrata assomiglia a quella di un comune assistente conversazionale, ma include competenze dedicate ad attività come scrivere un blog, definire una proposta di valore o rivedere i prezzi. Invece di richiedere un'istruzione perfetta, il sistema domanda tema, pubblico, tono e lunghezza. Montemagno sottolinea l'utilità di invertire così la conversazione: è più facile rispondere a domande pertinenti che inventare da zero tutte le specifiche. File, immagini ed esempi possono aggiungere contesto. I collegamenti alle applicazioni permettono poi di lavorare su servizi autorizzati; nella dimostrazione viene usato LinkedIn e viene esplorato anche il collegamento a Gmail. La scelta semplificata riguarda anche la modalità di risposta, veloce oppure più avanzata. Il servizio cerca così di evitare che un principiante debba valutare continuamente modelli e parametri per svolgere un'attività ordinaria. Il caso pratico riguarda un post sul mettersi in proprio. Montemagno fornisce tre idee: la disciplina rende possibile la libertà, nessuno arriverà automaticamente a risolvere i problemi dell'imprenditore e l'indecisione può costare più dell'errore. Chiede all'agente di studiare il suo stile e sviluppare questi temi con un tono informale e ironico. Aggiunge quindi un esempio di post per migliorare il riferimento. La prima versione contiene problemi linguistici e non restituisce bene la sua voce: il sistema deve correggere grammatica, parole improprie e impostazione troppo motivazionale. L'umorismo richiede un'ulteriore revisione. La dimostrazione rende visibile quanto controllo rimanga necessario. Il relatore decide l'argomento, valuta il testo, identifica ciò che non funziona e orienta le riscritture. Descrive perciò l'AI come un coautore: cambia chi esegue materialmente parte della scrittura, ma restano ideazione, attenzione e giudizio. Il risultato finale viene accettato come sufficiente per l'esempio, senza essere presentato come perfetto. Prima di pubblicare, Montemagno chiede inoltre una nota che renda esplicita la collaborazione con il suo assistente AI. La facilità dell'interfaccia, quindi, non elimina la responsabilità di leggere e riconoscersi nel contenuto prodotto. Con LinkedIn già collegato, una richiesta in linguaggio naturale avvia la pubblicazione. Il passaggio richiede autorizzazioni e più di un tentativo; l'agente riferisce di aver condensato il testo per superare un problema. Montemagno controlla il proprio profilo e conferma che il post è comparso. Successivamente imposta una ricerca quotidiana alle 7 per ricevere cinque idee coerenti con i suoi temi e il suo posizionamento. Questa routine riguarda ricerca e proposte: la parte mostrata non dimostra una pubblicazione autonoma ogni mattina. Le idee restano materiale da scegliere, rifiutare o sviluppare secondo il proprio criterio. L'esempio viene esteso idealmente alla preparazione di riunioni, all'esame del calendario e alla ricerca sui potenziali clienti. Montemagno ricorda che il servizio utilizza crediti e offre modalità di risposta differenti. Il messaggio conclusivo è che l'accesso agli agenti può diventare più semplice, mentre la quantità di lavoro da delegare rimane una scelta. Si può chiedere aiuto per ricerca e bozze, continuare a scrivere personalmente oppure combinare i due approcci in funzione delle proprie preferenze.

PRIMA DI PREMERE PLAY

Di cosa si parla

Nota editoriale AI di AskMontyFonte consultata:

Montemagno affronta un ostacolo comune: gli agenti AI promettono di svolgere attività concrete, ma configurazioni, modelli e collegamenti tecnici possono scoraggiare chi non programma. La puntata, sponsorizzata da Hostinger, presenta una soluzione che considera particolarmente semplice. L'obiettivo è costruire un assistente per LinkedIn capace di aiutare nella ricerca, preparare contenuti e pubblicarli. Il valore proposto è poter partire da una conversazione e da funzioni già predisposte, limitando le decisioni tecniche richieste all'utente. Il relatore chiarisce che l'esempio è adattabile a professionisti con bisogni diversi. L'interfaccia mostrata assomiglia a quella di un comune assistente conversazionale, ma include competenze dedicate ad attività come scrivere un blog, definire una proposta di valore o rivedere i prezzi. Invece di richiedere un'istruzione perfetta, il sistema domanda tema, pubblico, tono e lunghezza. Montemagno sottolinea l'utilità di invertire così la conversazione: è più facile rispondere a domande pertinenti che inventare da zero tutte le specifiche. File, immagini ed esempi possono aggiungere contesto. I collegamenti alle applicazioni permettono poi di lavorare su servizi autorizzati; nella dimostrazione viene usato LinkedIn e viene esplorato anche il collegamento a Gmail. La scelta semplificata riguarda anche la modalità di risposta, veloce oppure più avanzata. Il servizio cerca così di evitare che un principiante debba valutare continuamente modelli e parametri per svolgere un'attività ordinaria. Il caso pratico riguarda un post sul mettersi in proprio. Montemagno fornisce tre idee: la disciplina rende possibile la libertà, nessuno arriverà automaticamente a risolvere i problemi dell'imprenditore e l'indecisione può costare più dell'errore. Chiede all'agente di studiare il suo stile e sviluppare questi temi con un tono informale e ironico. Aggiunge quindi un esempio di post per migliorare il riferimento. La prima versione contiene problemi linguistici e non restituisce bene la sua voce: il sistema deve correggere grammatica, parole improprie e impostazione troppo motivazionale. L'umorismo richiede un'ulteriore revisione. La dimostrazione rende visibile quanto controllo rimanga necessario. Il relatore decide l'argomento, valuta il testo, identifica ciò che non funziona e orienta le riscritture. Descrive perciò l'AI come un coautore: cambia chi esegue materialmente parte della scrittura, ma restano ideazione, attenzione e giudizio. Il risultato finale viene accettato come sufficiente per l'esempio, senza essere presentato come perfetto. Prima di pubblicare, Montemagno chiede inoltre una nota che renda esplicita la collaborazione con il suo assistente AI. La facilità dell'interfaccia, quindi, non elimina la responsabilità di leggere e riconoscersi nel contenuto prodotto. Con LinkedIn già collegato, una richiesta in linguaggio naturale avvia la pubblicazione. Il passaggio richiede autorizzazioni e più di un tentativo; l'agente riferisce di aver condensato il testo per superare un problema. Montemagno controlla il proprio profilo e conferma che il post è comparso. Successivamente imposta una ricerca quotidiana alle 7 per ricevere cinque idee coerenti con i suoi temi e il suo posizionamento. Questa routine riguarda ricerca e proposte: la parte mostrata non dimostra una pubblicazione autonoma ogni mattina. Le idee restano materiale da scegliere, rifiutare o sviluppare secondo il proprio criterio. L'esempio viene esteso idealmente alla preparazione di riunioni, all'esame del calendario e alla ricerca sui potenziali clienti. Montemagno ricorda che il servizio utilizza crediti e offre modalità di risposta differenti. Il messaggio conclusivo è che l'accesso agli agenti può diventare più semplice, mentre la quantità di lavoro da delegare rimane una scelta. Si può chiedere aiuto per ricerca e bozze, continuare a scrivere personalmente oppure combinare i due approcci in funzione delle proprie preferenze.

Punti principali

  • Ridurre la barriera tecnica: la dimostrazione propone gli agenti AI di Hostinger per utenti che non vogliono configurare API, modelli e infrastruttura.
  • Competenze e domande guidate: attività preimpostate, file di progetto ed esempi aiutano a definire il risultato desiderato.
  • Collegamenti e crediti: l'agente usa applicazioni autorizzate, come LinkedIn; il servizio mostrato funziona con un sistema a crediti.
  • Scrittura con revisione umana: il post richiede correzioni di grammatica, tono, umorismo e aderenza allo stile personale.
  • Pubblicazione dimostrata con difficoltà: dopo autorizzazioni e tentativi, il relatore controlla il post su LinkedIn e chiede di dichiarare il contributo dell'AI.
  • Ricerca quotidiana programmata: l'attività impostata deve proporre cinque idee alle 7; la scelta di cosa scrivere e quanto delegare resta personale.
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Belin!

Un intercalare ligure di origine volgare, usato per dare sorpresa, enfasi o esasperazione al discorso.

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Mamma di Goldrake

Un riferimento comico a una figura dai poteri esagerati: il paragone perfetto per qualcosa di eccezionale.

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Le battute sui capelli e sullo shampoo fanno parte della sua autoironia: Marco scherza sulla propria calvizie.

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La ripetizione mette in scena il ragionamento e prepara l'arrivo di un'idea. Fa parte del ritmo del racconto: immaginalo mentre cerca una soluzione.

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Porca paletta / porca paletta zozza

Un'esclamazione scherzosa di sorpresa, frustrazione o enfasi. Aggiungere zozza, anche nella variante di quella zozza, rende più teatrale la reazione.

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La voce nel dizionario
Shall we begin?

Significa cominciamo? È la formula inglese con cui chiude l'introduzione e passa al contenuto o alla dimostrazione.

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La voce nel dizionario
Spippolare / smanettare

Smanettare con strumenti, app e impostazioni: fare prove per capire come funzionano e costruire qualcosa.

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La voce nel dizionario
Trucci mastrucci

Nel contesto indica gli armeggi e gli accorgimenti dello smanettone. La grafia dell’espressione è ancora da verificare sull’audio.

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La voce nel dizionario

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